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LA CENSURA IN OCCIDENTE

La censura adottata sui cartoni giapponesi è il risultato dell'incontro tra la mentalità giapponese con il mondo occidentale, cioè europeo e americano.
A causa delle diverse culture e modi di interpretare la vita è stata inventata la censura, un mezzo che serve per adattare le opere orientali in occidentali. Spesso questo metodo ha fatto nascere numerose polemiche tra il pubblico dei fans dei cartoni giapponesi in quanto molte volte la censura è stata adottata in modo eccessivo a difesa di una moralità troppo perfetta che in tutti gli altri casi di programmi non viene mai considerata.
Qui di seguito vengono presentati i casi di censura in stati diversi tra loro:
- il Giappone, la patria per la creazione dei cartoni;
- la Francia, uno stato europeo molto simile all'Italia per cultura;
- gli USA, una nazione dove i valori nei cartoni vengono conservati in alcuni casi mentre in altri no.


CENSURA IN GIAPPONE

In Europa gli oppositori dell'animazione giapponese ritengono che "tutti i manga sono violenti" e che è pericoloso mostrarli ai più piccoli, poiché si teme che si comportino come i loro beniamini, senza rendersi conto che nella vita reale alcune azioni, innocue in un cartone, possono rivelarsi pericolose.

Tuttavia ciò che sembra strano è il motivo per cui i nipponici, uno dei popoli più protettivi del pianeta verso la loro prole, sembrino non farsi scrupoli a trasmettere programmi senza alcuna censura. In altre parole non ci si spiega perché i giapponesi mostrino ai loro bambini scene che noi europei non osiamo mostrare ai nostri. Ci sono parecchi elementi di risposta a questa domanda e qui di seguito saranno analizzati solo i due principali.

Innanzitutto, in Europa è abbastanza diffusa l'idea secondo cui i cartoni animati siano riservati esclusivamente ai bambini più piccoli, più o meno fino a 12 anni, e quindi si è convinti che ogni programma non debba superare lo standard di violenza (minimo ovviamente) che a quell'età si può sopportare. In Giappone le cose non stanno affatto così, ed anche ragazzi di 20 anni possono seguire un cartone animato senza alcun problema, proprio perché alcuni di essi sono realizzati appositamente per persone più mature, che si rendono conto senza problemi della distinzione che ci deve essere tra un cartone e la realtà. Di conseguenza, esiste un mercato segmentato in parecchie fette di età e differenti fasce orarie. Ad esempio, "Hokuto no Ken" (Ken il guerriero) è destinato ad un pubblico di 16-20 anni, e per questo motivo non è trasmesso nella fascia oraria pomeridiana, ma in quella serale (20.00-20.30) o ancora più tardi, in piena notte (mezzanotte - 1.00). D'altra parte vanno anche considerate le diverse filosofie e convinzioni dei diversi paesi, ed in Giappone molti pensano che la violenza sia parte integrante della vita stessa, e che quindi sia uno dei compiti dell'educazione non nasconderla o dissimularla ai bambini, proprio per prepararli meglio alla vita ed aiutarli a crescere.


LA CENSURA IN FRANCIA

In ciascun paese la censura viene applicata in modo diverso a seconda delle diverse scene. In Francia il disegno animato resta, agli occhi della maggior parte della popolazione, un prodotto riservato ai bambini più piccoli.

Per questo motivo le fasce orarie destinate ai cartoni erano il pomeriggio e, nei week-end, anche la mattina. Si tratta quindi di orari specifici per un pubblico composto da bambini di 8-10 anni, che comunque può distendersi fino agli adolescenti ed agli studenti delle scuole superiori. Pertanto non sono mai quelli che seguono un programma che ne chiedono la censura. Così i piccoli spettatori spesso sono rimasti molto contenti di poter guardare programmi molto meno sdolcinati del solito, ed anzi li hanno apprezzati molto, come spesso testimoniato dai dati di ascolto. Contrariamente a quanto si pensa, molti bambini di solito sanno già cosa sono il sangue, l'azione o la violenza, e quindi è l'immagine errata che gli adulti hanno dell'infanzia a porre il problema.

Del resto l'organismo che si occupa di giudicare ciò, il celebre Consiglio Superiore dell'audiovisivo (CSA), non è tenuto in considerazione a causa della gioventù di alcuni membri che ne fanno parte. Un altro caso che riguarda la Francia è quello relativo alla rivista "AnimeLand", la più vecchia rivista specializzata nell'animazione e nei manga nel paese. Nel 1998 questa rivista è stata accusata dal procuratore della Repubblica francese col pretesto che la pubblicazione non era dichiarata fra le "Pubblicazioni riservate alla gioventù", ma a chi la conosce appare chiaro che si è trattato appunto di un pretesto per cercare di sospenderne la pubblicazione. A non soffrire del problema sono invece le potenti case editrici americane, che, con i loro recenti disegni animati "per adulti " stanno lentamente cambiando le cose. Questi programmi, associati all'umorismo e ad un linguaggio scurrile e volgare (come ad esempio South Park) sembrano apparentemente innocui, non mostrando la benché minima traccia di scene violente. Per questo motivo, nonostante siano stati da più parti riconosciuti come diseducativi, non sono stati sottoposti a censura, a differenza di quei cartoni giudicati violenti, ma in cui alla violenza si accompagnano spesso ideali e buoni sentimenti.

IL PROBLEMA ITALIANO PER LA FRANCIA

La situazione francese è stata peggiorata dalle manovre strategiche del gruppo italiano Mediaset, conosciuto a suo tempo come Fininvest.
In Francia, questo gruppo ha lanciato una sua propria catena di televisioni, il 5, che anche se non ha saputo sopravvivere ha modificato profondamente il panorama dei programmi (al meno in ciò che riguarda l'animazione giapponese). L'unità relativa ai programmi giovanili, situata in Italia e diretta da A. Valeri Manera, ha fatto un certo numero di acquisizioni in modo da avere diritti di diffusioni comuni sia per i territori Francesi che Italiani.
Per evitare di essere l'oggetto delle violente polemiche che riguardavano l'anime nipponico in Italia, dove il genere fu molto più diffuso e sfruttato, la televisione si accontentò di acquistare dei programmi " non violenti " per natura (ovvero senza robot giganti e combattimenti in generale). Fino qui non c'è problema.
Ma il gruppo italiano ha deciso di praticare comunque un certo numero di tagli nelle serie, per evitare che non siano criticabili in qualsiasi modo. Per esempio, la serie Gigi (Minky Momo) all'epoca della sua seconda diffusione è stata censurata sistematicamente in ogni episodio. La cosa strana è che al tempo della prima diffusione questi tagli non esistevano. Una volta pronte, le versioni italiane, già censurate, erano mandate in Francia per la fabbricazione delle versioni francesi.

 

IL COMPORTAMENTO DEGLI STATI UNITI

Gli USA hanno in particolare delle regole molto rigorose sui disegni animati che si applicano dalla produzione. L'esempio tipicamente citato è quello della serie animata Batman. Tipicamente, l'uomo pipistrello è un personaggio scuro ed insanguinato che è adulato non solamente da una popolazione infantile ma anche adolescente ed adulta. In quanto alla serie, è realizzata molto bene, anche se molte scene ricorrenti appaiono continuamente. Noterete che ogni volta che il giustiziere mascherato fa cadere qualcuno dall'alto, questo cade sempre nell'acqua o su un trampolino (altrimenti la violenza sarebbe inammissibile).
I quaderni degli animatori sono riempiti di regole che bisogna rispettare assolutamente e che vengono ad imbrigliare la creatività degli animatori stessi(che sono i primi a lamentarsi del resto). Gli americani non possono abituarsi all'idea che i loro bambini possano vedere tutto ciò che è politicamente scorretto. Riguardo al problema della durata, alcuni fanno della durata finale di un episodio il loro cavallo di battaglia quando desiderano dimostrare che è stato censurato. Sebbene questa sia infatti una delle uniche misure utilizzabili, è anche molto cattiva: tutti gli episodi non fanno da una parte, esattamente la stessa durata in Giappone. La durata standard di un episodio è di 26 (o 24) minuti ma d'altra parte, bisogna prendere in conto il problema tecnico della conversione del NTSC in PAL. Il Giappone utilizza lo stesso sistema di diffusione teletrasmessa che gli Stati Uniti, differente del procedimento europeo (che si chiama il PAL, così come il suo derivato francese il SECAM). La differenza principale tra i due è il numero di immagini per secondo: nel primo caso è di 29, nel secondo è di 24.
Esistono dei convertitori, chiamati transcodificatori, ma sono obbligati ad effettuare la conversione secondo una proporzione di immagini diffuse. Così la versione PAL si ritrova alla fine più corta del versione NTSC. Benché il cambiamento sia impercettibile ad occhio nudo perché è nella scala di un secondo, è sensibile quando si raggiungono durate di diffusione di parecchi minuti. Ciò non impedisce che possa sembrare, a ragione, perfettamente anormale che gli episodi inizialmente lunghi 24 minuti si ritrovano alla fine di soli 13.

 

L'articolo sopra esposto è stato scritto da Ludovic Gottigny, uno dei numerosi fans francesi dei Cavalieri dello Zodiaco.

 

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